Domanda sulla Bibbia tratta dal Levitico


D: Nel Lev, perché questo libro si chiama Levitico in inglese?

R: Il nome inglese deriva dal latino e significa «relativo ai leviti». Il nome ebraico è tratto dalla prima frase: «E Lui [Dio] chiamò».


D: Nel Levitico, qual è il motivo principale per cui questo libro è presente nella Bibbia odierna?

R: Poiché sia Gesù che la Chiesa primitiva accettavano il Levitico come parola di Dio, dovremmo considerare questo libro della Torah come parte delle Scritture, indipendentemente dal fatto che ne comprendiamo o meno il significato.

In realtà, lo studio del Levitico offre così tante lezioni sulla santità che si potrebbe quasi ribattezzarlo «lezioni illustrate sulla santità».


D: Nel Levitico, quali sono i vari modi per comprendere il libro?

R: Esistono almeno cinque livelli attraverso i quali è possibile considerare il Libro del Levitico.

Un mistero: Dio è infinitamente misericordioso e comprensivo, ma alcuni cercano di vedere Dio solo come misericordia, senza comprendere perché la Sua misericordia sia necessaria. Dio è santo, e senza la nostra santità nessuno vedrà il Signore (Ebrei 12:14). Senza comprendere questo aspetto fondamentale del carattere di Dio e del carattere che noi stessi possediamo, il Levitico rimarrà un «libro chiuso», con pochi indizi sul motivo per cui esiste.

Regole per compiacere Dio: a un livello elementare, alcuni vedono solo un insieme di regole cerimoniali e personali che gli Israeliti dovevano seguire. È vero, e Dio prendeva sul serio quelle regole, ma è anche molto di più.

Antica saggezza di vita: le persone hanno osservato il Levitico e vi hanno scorto una grande saggezza per mantenersi in salute, specialmente in un ambiente insalubre e privo di acqua sufficiente per l’igiene. Animali e persone spesso contraevano i parassiti presenti nella carne cruda che consumavano. In generale, erano proibiti gli animali che si nutrivano di carcasse, insetti e altri animali. Mentre i sovrani egiziani talvolta sposavano le proprie sorelle, nel Levitico era espressamente vietato il matrimonio tra consanguinei. Le norme specifiche relative alle malattie della pelle non solo erano sagge, ma anche estremamente importanti in un contesto in cui molte persone vivevano insieme in un clima con scarsa disponibilità di acqua per lavarsi. Tuttavia, per altre regole non si intravede alcuna ragione pratica e terrena. Forse non ce n’era una. Forse l’unica ragione era quella di ricordare al popolo che anche loro dovevano essere separati e santi per Dio. Il Levitico è un libro saggio, ma è meno un libro sulle pratiche salutari che un libro che illustra la santità.

Lezioni generali sulla santità: la santità, sia essa quella di Dio o la nostra vita di santità, non è facile da comprendere; forse è per questo che Dio ha dedicato un intero libro a spiegarla. Gli Israeliti che uscirono dall’Egitto provenivano da una cultura che nutriva meno riverenza per i propri idoli rispetto alla maggior parte delle altre. Quando gli egiziani pregavano le loro statue per chiedere aiuto, se l’aiuto non arrivava, talvolta frustavano la statua. Ma il Levitico mostra che il vero Dio si «distingue» dalla banalità della vita. Non potevano semplicemente offrire sacrifici a Dio; potevano offrirli solo nel modo prescritto. Per quanto riguarda il parto, l’alimentazione e le cerimonie religiose, esisteva un unico modo: quello di Dio. Il capitolo 22 del Levitico è interamente dedicato a illustrare come una persona potesse rinunciare a qualcosa per fare un’offerta o un sacrificio, e tuttavia vederselo rifiutare. Oggi, quando desideriamo servire Dio a modo nostro, secondo le nostre condizioni, dobbiamo stare attenti: anche se compiamo sacrifici, i nostri sforzi potrebbero non essere graditi, se non abbiamo alcun concetto di santità. Siamo chiamati individualmente ad essere santi (1 Pietro 1:15-16) e siamo chiamati ad essere un popolo santo (1 Pietro 2:9). Vivendo una vita santa che rifletta la santità di Dio, possiamo diventare noi stessi esempi di santità (2 Corinzi 1:12), lettere di Cristo scritte con lo Spirito Santo di Dio (2 Corinzi 3:3).

Motivazioni e modelli specifici nel nostro servizio a Dio: la Bibbia contiene tanta saggezza che i cristiani maturi devono prestare attenzione all’equilibrio: ci concentriamo su un solo aspetto del conoscere, amare e servire Dio, trascurandone altri? Il Levitico illustra una serie di modi diversi di servire Dio, e un cristiano in crescita può apprezzarli, trarne nutrimento e imparare a lodare Dio attraverso tutti loro.


D: Qual è la struttura generale del libro di Levitico?

R: Il Levitico è il libro centrale del Pentateuco e può essere suddiviso in cinque parti.

I. Cinque tipi di offerte a Dio (Lev 1-7)

A. Olocausto («Olah») – Impegno di totale abbandono (Lev 1,1-17)

1. Un giovane toro (Lev 1:1-9)

2. Un montone o un caprone (Lev 1:10-13)

3. Un piccione o una colomba (Lev 1:14-17)

B. Offerta di cereali (Minchah) – Commemorazione in lode a Dio (Lev 2:1-16)

1. Farina cruda, olio e incenso (Lev 2:1-3)

2. Farina cotta con olio (Lev 2:4-10)

Nota: senza lievito, ma con sale (Lev 2:11-13)

3. Primizie di grano macinato, olio e incenso (Lev 2:14-16)

C. Offerta di pace/comunione (Zebach Shalamim) – Ringraziamento, voti e offerta volontaria (Lev 3:1-16)

1. Mucca o vacca (Lev 3:1-5)

2. Agnello o capretto, maschio o femmina (Lev 3:6-16)

a. Agnello (Lev 3:6-11)

b. Capra (Lev 3:12-16)

Nota: in ogni caso, non si devono mai consumare né il grasso né il sangue (Lev 3:17)

D. Offerta per il peccato (Chattat) – Confessione ed espiazione (Lev 4:1-5:13)

1. Peccato di un sacerdote consacrato: vitello giovane (Lev 4:1-12)

2. Peccato della comunità: giovane toro (Lev 4:13-21)

3. Peccato di un capo: capro (Lev 4:22-26)

4. Peccati individuali commessi involontariamente: capra o agnello (Lev 4:27-35)

5. Omessa denuncia, contatto con impurità, giuramenti sconsiderati: agnella o capra (Lev 5,1-6)

6. Disposizioni per i poveri: due colombe, due piccioni o farina (Lev 5:7-13)

E. Offerta di espiazione («Asham») – Perdono per i peccati contro la santità: montone (Lev 5:14-6:7)

1. Peccati involontari contro le cose sante di Dio (Lev 5:14-16)

2. Peccato involontario contro i comandamenti di Dio (Lev 5:17-19)

3. Ingannare il prossimo e restituzione pari a +1/5 (Lev 6:1-7)

II. L’ufficio del sacerdote (Lev 8-10)

A. La consacrazione dei sacerdoti (Lev 8)

1. Preparazione alla consacrazione (Lev 8:1-13)

2. L’offerta del toro (Lev 8:14-17)

3. L’offerta del primo montone (Lev 8:18-21)

4. La seconda offerta dell’ariete (Lev 8:22-30)

5. Il banchetto e l’attesa (Lev 8:31-36)

B. Il ministero dei sacerdoti (Lev 9)

1. Istruzioni private (Lev 9:1-4)

2. Il servizio pubblico (Lev 9:5-22)

3. Il compiacimento di Dio (Lev 9:23-24)

C. Le mancanze dei sacerdoti (Lev 10)

1. Agire di propria iniziativa (Lev 10:1-3)

2. Proseguire nonostante il fallimento altrui (Lev 10:4-15)

3. Atteggiamento nei confronti delle trasgressioni involontarie (Lev 10,16-20)

III. Leggi sacre per gli individui (Lev 11-20)

A. La nostra alimentazione (Lev 11)

1. Animali terrestri (Lev 11:1-8)

2. I frutti del mare (Lev 11:9-12)

3. Gli uccelli (Lev 11:13-23)

4. Animali impuri (Lev 11:24-44)

B. Il parto (Lev 12)

C. Malattie della pelle e tigna (Lev 13-14)

1. Malattie della pelle (Lev 13:1-46)

2. La tigna (Lev 13:47-59)

3. Purificazione dalla malattia della pelle (Lev 14:1-32)

4. Purificazione dalla muffa (Lev 14:34-54)

D. Secrezioni (Lev 15)

E. Yom Kippur (Giorno dell’Espiazione) (Lev 16)

F. Divieto di consumare sangue (Lev 17)

G. Rapporti sessuali illeciti (Lev 18)

1. Rapporti sessuali illeciti (Lev 18:1-20)

2. Divieto di sacrificare bambini a Moloch (Lev 18:21)

3. Divieto di omosessualità (Lev 18:22)

4. Divieto di rapporti con animali (Lev 18:23)

5. Non siate come i popoli che vi circondano (Lev 18:24-30)

H. Leggi relative ai rapporti con gli altri (Lev 19)

I. Molech, spiritismo e immoralità (Lev 20)

1. Non sacrificate i bambini a Molech (Lev 20:1-5)

2. Non siate medium, ma siate santi (Lev 20:6-8)

3. Non maledire i genitori (Lev 20:9)

4. Adulterio, compreso quello con i parenti acquisiti (Lev 20:10-12)

5. Divieto di omosessualità (Lev 20:13)

6. Rapporti sessuali illeciti (Lev 20:14-21)

a. Divieto di rapporti con animali (Lev 20,15-16)

7. Benedizioni e maledizioni (Lev 20:22-26)

8. Morte per i medium (Lev 20:27)

IV. Leggi sacre per i sacerdoti (Lev 21-22)

1. I sacerdoti e le loro famiglie (Lev 21)

2. Cose inaccettabili nei sacerdoti e nel popolo (Lev 22)

V. Anche la santità è collettiva (Lev 23-27)

A. Feste e giorni sacri dedicati al Signore (Lev 23)

1. Il sabato (Lev 23:3)

2. La Pasqua e i pani azzimi (Lev 23:4-8)

3. Festa delle primizie (Lev 23:9-14)

4. Festa delle Settimane (Lev 23:15-22)

5. Festa delle Trombe (Lev 23:23-25)

6. Il Giorno dell’Espiazione (Lev 23:26-32)

7. Festa delle Capanne (Lev 23:33-44)

B. La nostra santità permanente (Lev 24:1-9)

C. La lapidazione per blasfemia (Lev 24:10-23)

D. Gli anni sabbatici speciali e gli anni giubilari (Lev 25)

1. L’anno sabbatico (Lev 25:1-7)

2. Il Giubileo nel 50° anno (Lev 25:8-17)

3. L’abbondanza intrinseca negli anni sabbatici (Lev 25:18-23)

4. Il riscatto negli anni del Giubileo (Lev 25:24-54)

E. Conseguenze della Legge (Lev 26)

1. Ricompensa per l’obbedienza (Lev 26:1-13)

2. Punizione per la disobbedienza (Lev 26:14-39)

3. Accettazione del loro pentimento (Lev 26:40-46)

F. Consacrazione e riscatto al Signore (Lev 27)


D: In Levitico 1, cosa possiamo imparare oggi dall’olocausto?

R: L’olocausto era un sacrificio totale: nessuno poteva mangiarne o utilizzare in alcun modo alcuna parte. Ma qualcuno avrebbe potuto barattare qualcosa con Dio?

Supponiamo che un giovane toro pesasse 1.000 libbre. Si potrebbe tentare di ragionare che, poiché ogni parte dell’animale era un profumo gradito a Dio, qualcuno potesse semplicemente mangiare il toro e offrire a Dio 1.000 libbre di code provenienti da altri tori. Ma non era questo ciò che Dio richiedeva. Egli richiedeva l’animale intero, non solo gli avanzi. Oggi alcuni sono lieti di servire Dio con i propri «avanzi»: il denaro in eccesso, i talenti non sviluppati e il tempo che avanza quando non hanno di meglio da fare. Ma non è questo ciò che Dio richiede. Dio richiede un impegno totale.

Supponiamo che qualcuno volesse davvero impressionare Dio, così da mangiare le parti più dure di alcuni tori e offrire a Dio 1.000 libbre delle parti migliori di cinque tori. Ma nemmeno questo è ciò che Dio richiedeva. Egli non vi chiedeva di lavorare fino allo sfinimento per acquistare cinque tori, ma richiedeva un intero toro. Infatti, alcune parti del nostro servizio che potremmo ritenere meno preziose, ma alle quali siamo tuttavia più restii a rinunciare, potrebbero essere proprio quelle che Dio considera più preziose. Dio richiedeva solo un animale, ma ne richiedeva l’intero. Oggi potrebbero esserci altre persone con più doni, talenti e denaro, e Dio non ci chiede di dedicare a Lui ciò che gli altri possiedono e noi no. Ma il nostro Signore ci chiede di donarGli tutta la nostra vita.

Come cristiani, oggi non sacrifichiamo tori, pecore, capre o uccelli. Anziché offrire sacrifici di animali morti, Romani 12:1 afferma che dobbiamo offrire i nostri corpi come sacrifici viventi a Dio. Non c’è spazio per il baratto con Dio. Ma perché dovremmo volerlo fare? Dio, nella Sua grazia, ci ha dato così tanto, sia in questa vita che in quella eterna, che donarGli tutto ciò che abbiamo è in realtà infinitesimale rispetto a ciò che Egli ci ha promesso.


D: Nei capitoli 1-7 del Levitico, tutte queste offerte descritte in dettaglio dimostrano che il testo sia stato scritto nel V secolo a.C., poiché avrebbero avuto il tempo di sviluppare il culto nel tempio e di elaborare tutto ciò, come ha affermato Julius Wellhausen?

A: Niente affatto. L’affermazione di Wellhausen presuppone che, prima di quel periodo, le persone non fossero abbastanza intelligenti da disporre di sistemi di offerta sofisticati. Tuttavia, nel XV secolo a.C., le tavolette ugaritiche di Ras Shamra riportano termini quali «offerta fatta col fuoco», «offerta di pace», «offerta per il peccato», «offerta per la trasgressione» e forse persino un’«offerta elevata». Esse menzionano inoltre la cottura di un capretto nel latte della madre.


D: In Levitico 1:3, 5, 10; 5:15; 22:19, perché per l’olocausto erano richiesti animali maschi e non femmine?

R: La Scrittura afferma semplicemente che questa era la volontà di Dio. In Levitico 3:1 andava bene sia un maschio che una femmina per le offerte, mentre in Levitico 4:32 era adatto solo un agnello femmina. Come nota a margine, il termine «espiazione», kipper, è usato quasi 50 volte nel Levitico e circa altre 50 volte nel resto dell’Antico Testamento, secondo The Expositor’s Bible Commentary, vol. 2, pag. 538.


D: In Levitico 2:11, perché nessuna offerta poteva contenere lievito o miele?

R: La Scrittura non lo specifica. Tuttavia, quando ero un chimico in erba di dodici anni, ho imparato quanto sia sgradevole l’odore degli zuccheri bruciati, e il miele è composto principalmente da zucchero. Nella Bibbia, il lievito rappresenta spesso ciò che cresce, come la tradizione e l’insegnamento dei farisei.


D: In Levitico 1:14, perché non si specificano solo gli uccelli maschi?

R: La Scrittura non lo dice. Una possibile ragione è che è difficile distinguere il sesso di molti uccelli selvatici.


D: In Levitico 1:17 e Levitico 5:8, perché il sacerdote non può tagliare l’uccello a metà?

R: La Scrittura dice solo che Dio vuole che sia così. Anche in Genesi 15:10, Abramo non doveva tagliare a metà gli uccelli nel suo sacrificio.


D: In Levitico 2:13, perché si deve mettere il sale sulle offerte?

R: La Scrittura afferma semplicemente che questo era ciò che Dio desiderava. Ecco tuttavia alcune possibili ragioni.

1. Il sale era un bene prezioso nel mondo antico.

2. I sacerdoti e i leviti mangiavano parte delle offerte e anche loro avevano bisogno di sale. (Levitico 6:16-18, 26; 7:6-9)


D: In Levitico 3:2, il sangue dell’offerta veniva spruzzato sull’altare o versato come in Deuteronomio 12:27?

R: Esistono due punti di vista.

Versato vs. riversato: la prima interpretazione, che Haley attribuisce nel suo Alleged Discrepancies of the Bible, pp. 219-220, e in When Critics Ask, p. 89, allo studioso ebreo medievale Maimonide, sottolinea che i verbi utilizzati sono «versato/spruzzato» contrapposti a «riversato». Pertanto, una piccola parte del sangue veniva spruzzata sull’altare, mentre il resto veniva versato a terra.

In un momento successivo: tre punti da considerare:

Levitico 3:2 menziona specificamente le offerte immolate presso la tenda del convegno, che veniva utilizzata solo prima che entrassero nella Terra Promessa.

Deuteronomio 12:1, 18, 27 menziona esplicitamente il sacrificio nel luogo prescelto dopo l’ingresso nella Terra Promessa. Deuteronomio 12:8 afferma specificamente che alcune delle norme relative ai sacrifici sarebbero cambiate una volta entrati in Canaan.

Perché? La Scrittura non spiega perché Dio volesse questo cambiamento, ma possiamo avanzare alcune ipotesi. Tutti dovevano sacrificare i propri animali da macello presso la Tenda del Convegno, che si trovava in uno spazio aperto. Versare tutto il sangue in quel luogo avrebbe potuto causare problemi logistici. Successivamente, Deuteronomio 12:21-22 concede il permesso di macellare gli animali lontano dal centro di culto, dopo l’ingresso in Canaan. Con un numero minore di animali da macellare e probabilmente grazie alle disposizioni prese per il sangue nel luogo permanente, il sangue poteva ora essere versato.


D: In Levitico 4, poiché Gesù doveva morire per espiare i nostri peccati, che ne è stato dell’offerta per il peccato che espiava i peccati nell’Antico Testamento?

R: Due punti da considerare nella risposta.

1. I sacrifici dell’Antico Testamento coprivano solo il peccato, senza eliminarlo.

2. Le offerte per il peccato dell’Antico Testamento erano destinate esclusivamente ad atti peccaminosi involontari e sconsiderati e a uno stato di impurità. Non esisteva alcuna offerta per il peccato commesso volontariamente. (Numeri 15:22-30; 35:31)


D: In Levitico 4:13, come può un Dio giusto ritenere le persone colpevoli di un peccato involontario?

R: La Scrittura ci fornisce tre punti riguardo al peccato involontario.

1. Quando qualcuno commette un peccato involontariamente, ciò non significa che fosse innocente. Potrebbe darsi che, una volta resosi conto di aver peccato, la persona fosse addirittura lieta di averlo commesso. Per dimostrare che non era così, la persona offriva un sacrificio. (Deuteronomio 21:1-9)

2. Sia la Bibbia che il diritto moderno riconoscono che alcuni atti non intenzionali sono comunque criminali. L’omicidio colposo e il mettere incautamente a rischio la vita altrui meritano una punizione, anche se l’autore del delitto non desiderava la morte della vittima (Numeri 35:22-28). La pena per l’omicidio colposo consisteva nell’essere costretti a rimanere in una città di rifugio fino alla morte del sommo sacerdote in carica.

3. Indipendentemente dal fatto che l’azione fosse intenzionale o meno, se la persona che commetteva il peccato non aveva modo di sapere che fosse un male, Romani 4:15 e 5:13 affermano che il peccato involontario rimane comunque peccato, ma il peccato non viene imputato laddove non vi è legge.


D: In Levitico 4:14, la congregazione doveva offrire solo un giovenco come sacrificio espiatorio, oppure sia un giovenco che un capretto, come indicato in Numeri 15:24?

R: Il contesto di entrambi i passaggi è l’intera comunità, ma

a) Levitico 4:14 si riferisce al periodo dell’Esodo

b) Numeri 15:24 si riferisce a quel periodo e a tutte le generazioni future.

Da ciò possiamo trarre una lezione sul modo misericordioso con cui Dio si rapporta alle persone. Il sacrificio minore in Levitico risale a quando la Legge era ancora relativamente nuova per loro, mentre il sacrificio maggiore in Numeri risale a quando avrebbero già dovuto aver appreso. A quanto pare, Dio non solo distingue tra chi ha agito in modo errato intenzionalmente o involontariamente, ma, per i peccati involontari, distingue anche in base al tempo a disposizione di una persona per imparare ciò che era giusto.

I libri *When Critics Ask* (p. 105) e *Haley’s Alleged Discrepancies of the Bible* (p. 242) forniscono una risposta leggermente diversa. Levitico 4:14 si riferisce specificamente al «commettere» un errore, ovvero ai peccati di «azione». Numeri 15:24 si riferisce specificamente al mancato rispetto di un comandamento, ovvero ai peccati di «omissione».


D: Che cosa significa Levitico 5:1?

R: Quando vi è una richiesta pubblica di testimoni e una persona tace su ciò che ha visto, ciò costituisce un peccato. La frase successiva, secondo cui tale persona sarà ritenuta responsabile, può avere conseguenze gravi. Se una persona innocente viene giustiziata ingiustamente perché un testimone ha omesso di parlare, allora il testimone è presumibilmente colpevole di omicidio.


D: In Levitico 5:13, 9:7, 16:16, 24, 32-33 e 17:11; 23:28, era il sacerdote a compiere l’espiazione per il popolo, oppure fu Cristo a farlo in Ebrei 10:1-4?

R: I sacrifici dell’Antico Testamento espiavano i peccati nel senso che li coprivano, ma non li eliminavano. Ebrei 9:9-10 afferma che queste pratiche esteriori non purificavano interiormente la coscienza di chi rendeva culto. Esse erano valide solo fino alla venuta di Cristo.

Per coloro che non sono d’accordo, ricordate che in Giovanni 1:29-31, Giovanni Battista disse alla presenza di Gesù: «Ecco l’Agnello di Dio, che toglie il peccato del mondo!». Gesù non corresse Giovanni. Pietro disse qualcosa di simile in 1 Pietro 1:19. Una delle quattro affermazioni seguenti deve essere vera:

1. Giovanni aveva torto a dire questo

2. Giovanni aveva ragione

3. Giovanni aveva ragione, ma il significato era diverso, oppure

4. Il Vangelo di Giovanni è stato alterato su questo punto fondamentale.

Se vale l’ipotesi 1, allora Gesù è stato negligente nel non correggerlo, e Dio è stato negligente nel non correggere Giovanni, l’apostolo di Gesù.

Se vale il punto 2, allora dovremmo credere a ciò che è scritto.

Se vale l’affermazione 3, allora sembra trattarsi di una falsità deliberata (una menzogna), poiché per 1400 anni gli Israeliti sapevano esattamente cosa si intendesse per «agnello sacrificale di Dio».

Se vale l’affermazione 4, allora deve essere stato sconosciuto ai primi cristiani, poiché nessuno di loro affermò che lo fosse. Non può essere stato alterato dopo il 150-200 d.C., poiché disponiamo di numerosi manoscritti contenenti Giovanni 1, il più antico dei quali ancora esistente è il Papiro Bodmer II, datato 150-200 d.C. Disponiamo inoltre del testo di questo versetto riportato da Origene (225-254 d.C.) e da Crisostomo (circa 407 d.C.). Se fosse stato alterato, allora Dio avrebbe dovuto desiderare, o almeno permettere, che tutti i Suoi seguaci fossero ingannati per tutto questo tempo.


D: In Levitico 5:15, il sacrificio veniva offerto a Dio o ai sacerdoti, come afferma Levitico 5:18?

R: Poiché gli Israeliti non potevano entrare direttamente in Paradiso e poiché i sacerdoti rappresentavano Dio, portarlo direttamente ai sacerdoti era il mezzo stabilito da Dio per presentargli i sacrifici. Il libro di Haley *Alleged Discrepancies of the Bible* (Presunte discrepanze della Bibbia), a pag. 245, afferma semplicemente che il sacerdote agiva in qualità di rappresentante di Dio. Si veda *When Critics Ask* (Quando i critici chiedono), a pag. 89, per una risposta sostanzialmente identica.


D: In Levitico 5:16, quando qualcuno peccava involontariamente in materia di sacrifici, perché aggiungere una «quinta parte» come punizione?

R: La Scrittura in realtà non lo specifica. L’errore commesso da quella persona non era intenzionale, ma essa avrebbe dovuto conoscere meglio la Legge. Una quinta parte veniva aggiunta anche a titolo di risarcimento qualora qualcuno si fosse appropriato di un bene mentendo o ingannando, come indicato in Levitico 6:5.


D: In Levitico 6:13, perché il fuoco non doveva mai spegnersi?

R: La Scrittura non lo specifica. Tuttavia, ciò potrebbe simboleggiare sia la necessità di un sacrificio continuo sia la possibilità di poter offrire un sacrificio a Dio in qualsiasi momento.


D: In Levitico 7:1-2 e 8:17, perché gli animali venivano uccisi fuori dall’accampamento, o perché le ceneri venivano portate fuori dall’accampamento, come indicato in Levitico 6:11?

R: La Scrittura non lo dice. Tuttavia, i corpi e le ceneri venivano allontanati dal luogo in cui le persone mangiavano, dormivano e vivevano. Ebrei 13:11-13 menziona che Gesù fu crocifisso fuori dalla porta della città (in disgrazia) proprio come i corpi degli animali venivano bruciati fuori dall’accampamento.


D: In Levitico 7:15, tutto il sacrificio dell’offerta di pace deve essere consumato lo stesso giorno, oppure una parte di esso può essere consumata anche il giorno seguente, come indicano Levitico 7:16-17 e Levitico 19:6?

R: Tre punti da considerare nella risposta.

1. Levitico 7:16 distingue tra due tipi di offerte di pace: quelle di ringraziamento e quelle volontarie, offerte di propria iniziativa.

2. L’offerta di pace di ringraziamento deve essere consumata interamente lo stesso giorno, come afferma Levitico 7:15.

3. L’offerta di pace volontaria, fatta di propria iniziativa, può essere consumata anche il giorno successivo, come indicano sia Levitico 7:16-19 che Levitico 19:6.


D: In Levitico 7:23-25, perché non potevano consumare il grasso presente nella carne e che dire dei residui di grasso non individuabili nella carne?

R: La Scrittura non spiega perché Dio abbia impartito tale comando. Tuttavia, oggi sappiamo che grandi quantità di grasso, specialmente i grassi saturi presenti nella carne rossa, non sono salutari per l’uomo. Sebbene una certa quantità di grasso sia inevitabile, consumarne porzioni microscopiche è ben diverso dal consumare puro strutto.


D: In Levitico 7:26-27 e Levitico 17:10-14, perché gli Israeliti non potevano mangiare il sangue?

R: In realtà, questo precetto fu dato per la prima volta in Genesi 9:4, non solo per gli Israeliti, ma per tutti. Inoltre, in Atti 15:20, la Chiesa primitiva ordinò a tutti di non mangiare sangue.

La risposta si trova in Genesi 9:4 e in Levitico 17:11,14. La vita è nel sangue, ed è attraverso il sangue che viene compiuta l’espiazione per noi. Ai tempi dell’Antico Testamento, il sangue copriva i peccati delle persone (Ebrei 9:22), fino a quando il sangue di Cristo non fu versato per noi.


D: In Levitico 7:30-31, Levitico 8:16,20 e Levitico 16:25, perché dovevano bruciare il grasso?

R: La Scrittura afferma che si trattava di un aroma soave in Levitico 8:28. Proprio come il grasso che gocciola in una griglia emana un buon odore e produce fumo, bruciare il grasso nei sacrifici probabilmente aveva un effetto simile.


D: In Levitico 7:36 e Levitico 16:31,34, poiché le leggi sui sacrifici erano per sempre per gli Israeliti, perché i cristiani ebrei smisero di osservarle in Atti 15:1-29?

R: In realtà, i sacrifici non venivano offerti a Dio dal popolo, ma dal sacerdote. Oggi è lo stesso. Abbiamo bisogno di un sacrificio che sia offerto a Dio dal nostro sacerdote. Lo abbiamo nel nostro Sommo Sacerdote, Cristo Gesù, come suggerisce Giovanni 1:29 e come dimostrano Ebrei 8-10 e 1 Giovanni 2:2.


D: In Levitico 8:8, Deuteronomio 33:8, Esdra 2:63 e Neemia 7:65, che cosa erano l’Urim e il Tummim?

R: Scopo: A quel tempo, l’Urim e il Tummim erano uno strumento che consentiva al sommo sacerdote di determinare la volontà di Dio su una determinata questione (Esodo 28:30; Numeri 27:21). Talvolta Dio rimaneva in silenzio attraverso l’Urim e il Tummim (1 Samuele 28:6).

Descrizione: Facevano parte del pettorale, che conteneva dodici pietre, una per ciascuna delle dodici tribù d’Israele.

Come funzionava: Non possedeva alcun potere intrinseco, ma funzionava solo perché Dio sceglieva di utilizzarlo per comunicare. Come funzionava? Non lo sappiamo. Lo storico ebreo Giuseppe Flavio, scrivendo intorno al 93-94 d.C., riteneva che Dio facesse illuminare le pietre a seconda delle circostanze.


D: In Levitico 9:12-13, come potevano uccidere e deporre l’olocausto sull’altare, dal momento che era già stato bruciato?

R: Gli olocausti sono bovini, ovini o caprini destinati a essere uccisi e bruciati, anche prima che vengano effettivamente bruciati.


D: In Levitico 10:1-2 e Numeri 3:4, perché Dio uccise i figli di Aronne, Nadab e Abihu, che offrirono a Dio un fuoco non autorizzato?

R: Dio prende molto sul serio il culto che Gli viene reso. Il fatto che essi abbiano avuto l’audacia di rifiutare il modo preciso in cui Dio vuole essere adorato e di compiere consapevolmente ciò che non erano autorizzati a fare è stato punito come monito per gli altri. Ebrei 12:18-23 ci dice che ora le cose sono diverse. Mentre loro adoravano su un monte dove ardeva il fuoco, dalla risurrezione di Gesù in poi, oggi noi ci presentiamo con fiducia a un’assemblea gioiosa.


D: In Levitico 10:6, perché Aronne non poteva piangere i propri figli?

R: Levitico 21:1-4 afferma che i sacerdoti potevano diventare impuri per i propri figli. Tuttavia, Levitico 21:10-12 precisa che un sommo sacerdote non poteva diventare impuro in alcun caso, nemmeno per la morte del proprio padre o della propria madre.


D: In Levitico 10:16-20, perché Mosè era adirato con Aronne e perché poi si placò?

R: Dato che Dio aveva fatto morire due dei figli di Aronne a causa di sacrifici impropri, è probabile che Mosè fosse sia adirato con Aronne sia temesse che questi potesse subire la stessa sorte. Tuttavia, quando divenne chiaro a Mosè che l’errore di Aronne era stato accidentale e che questi se ne rammaricava, Mosè, che conosceva il cuore di Dio, non si preoccupò.


D: In Levitico 11 e Deuteronomio 14, qual è una sintesi delle leggi alimentari?

R: Ecco un breve riassunto.

Niente grasso - Levitico 7:23-25

Niente sangue – Genesi 9:4; Levitico 7:26-27; 17:10-14; 19:26

Alcuni animali erbivori con zoccoli fessi che ruminano sono ammessi. I cammelli, gli iraci, i conigli e i maiali non lo sono. – Levitico 11:3-8; Deuteronomio 14:6-8. Come nota a margine, i maiali sono portatori di tenia, trichinellosi, erisipela e febbre tifoide.

Solo pesci, nessun altro tipo di frutti di mare, a meno che non abbiano sia pinne che squame. Niente granchi, aragoste, gamberetti, anguille, squali o delfini (Levitico 11:9-12; Deuteronomio 14:9-10). Per completezza, gli animali proibiti erano generalmente animali spazzini.

Niente aquile, falchi, avvoltoi, nibbi, gufi, cormorani, cigni, pellicani, cicogne o pipistrelli (Levitico 11:13-19; Deuteronomio 14:11-18). Per completezza, molti di questi uccelli erano spazzini, mentre quelli che non lo erano si nutrivano di ratti, topi e altri spazzini.

Pochi insetti: solo alcune locuste, cavallette e coleotteri. Niente formiche ricoperte di cioccolato né scarafaggi (Levitico 11:20-23; Deuteronomio 14:19). Quindi, può dire a sua moglie che stasera a cena rinuncerà agli scarafaggi. ;-)

Varie: nessun ratto, donnola, tartaruga, lucertola, lumaca o talpa (Levitico 11:26-31).


D: In Levitico 11 e Deuteronomio 14, è possibile che Mosè abbia appreso i suoi principi sanitari dagli egiziani?

R: Assolutamente no. Le pratiche sanitarie egizie sono state ben documentate e sono giunte fino a noi. Esistono numerosi riferimenti ai poteri curativi del sangue dei vermi, dell’acqua magica, degli escrementi delle mosche e del letame, ma essi sono (fortunatamente) assenti nell’Antico Testamento. Nei testi egizi non vi è alcuna menzione delle pratiche igieniche dell’Antico Testamento.

Gli egiziani possedevano tuttavia conoscenze sofisticate, con 48 tipi di interventi chirurgici. Non vi è alcuna prova di ciò nemmeno nella Bibbia.


D: In Levitico 11 e Deuteronomio 14, era consentito agli ebrei, allora come oggi, cacciare gli animali?

R: Alcuni ebrei oggi ritengono di no. Il loro ragionamento è che cacciare animali che non si mangiano sia crudele, e che gli ebrei non dovrebbero mangiare nemmeno gli animali cacciati secondo le norme kosher, poiché il loro sangue non è stato drenato correttamente.

Tuttavia, non è ciò che afferma la Parola di Dio. Non vi è alcun divieto di cacciare per nutrirsi o per sport. Nella Legge mosaica, Levitico 17:13 afferma che è possibile cacciare animali e uccelli, purché ci si assicuri di dissanguarli. Ora, il dissanguamento di un animale sul campo non è così accurato come il processo kosher seguito oggi dagli ebrei, ma dissanguare come farebbe un cacciatore è tutto ciò che Dio richiedeva.


D: In Levitico 11 e Deuteronomio 14, come mai era consentito mangiare gli uccelli che volano? Gli uccelli che volano hanno solo carne scura, il che è dovuto a una percentuale più elevata di sangue nella carne.

R: Lo scopo del comandamento contro il sangue era quello di «dissanguare», ovvero di far defluire il sangue dal corpo. Non si trattava di rimuovere ogni traccia microscopica di sangue.


D: In Levitico 11:3-8 e Deuteronomio 14, perché non potevano mangiare animali che ruminavano ma non avevano gli zoccoli fessi?

R: La Scrittura afferma semplicemente che questo è ciò che Dio comandò. Dio non solo descrisse specificamente gli animali che essi conoscevano, ma fornì anche regole generali per gli animali con cui forse non avevano ancora familiarità.


D: In Levitico 11:6 e Deuteronomio 14:7, perché si afferma che le irace (iraci) e le lepri (conigli) ruminano, dal momento che gli zoologi sanno con certezza che non lo fanno?

R: Il termine ebraico è coerente con le antiche classificazioni degli animali, non con quelle moderne. Il termine inglese «ruminare» si riferisce agli animali chiamati ruminanti, dotati di più stomaci per la digestione delle piante. Uno stomaco avvia la digestione, dopodiché il cibo viene parzialmente rigurgitato e inviato a un altro stomaco. Un animale non può ruminare se il suo apparato digerente non lo consente. Quattro punti da considerare nella risposta.

Non sono ruminanti: le lepri e i conigli non possiedono un apparato digerente che consenta ciò che oggi definiamo “ruminazione”.

Sembrano ruminanti: poiché le lepri e i conigli muovono le mascelle lateralmente come i ruminanti e mangiano lo stesso cibo, danno l’impressione di ruminare. Persino il naturalista Linneo inizialmente pensava che fossero ruminanti.

Dio comunica in modo comprensibile: lo scopo di Dio era quello di comunicare agli Israeliti regole pratiche da seguire con parole e concetti a loro comprensibili, e gli Israeliti classificarono la lepre e il coniglio tra gli animali che «riportano in su ciò che è stato inghiottito».

Utilizzando i loro stessi termini: Dio utilizzò il loro stesso linguaggio, i loro stessi termini e le loro stesse descrizioni per comunicare con loro. Qualsiasi ebreo vissuto prima dell’epoca moderna avrebbe compreso che tra gli animali che «ruminano» fossero inclusi sia i conigli selvatici che i conigli domestici. Applicare in modo anacronistico un sistema di classificazione diverso e moderno agli scritti di Mosè significa imporre un significato moderno a parole antiche.

Si vedano *When Critics Ask*, pp. 89-90; *Hard Sayings of the Bible*, pp. 158-160; *Bible Difficulties and Seeming Contradictions*, pp. 89-90; *Encyclopedia of Bible Difficulties*, p. 126; il *Wycliffe Bible Dictionary*, p. 78; e Stephen Caesar, «Zoology in the Pentateuch: Three Alleged Errors», *Science, Scholarship and Scripture* in *The Christian News*, 2 luglio 2001, pag. 26, per una risposta sostanzialmente identica.


D: In Levitico 11:9-10, 31, perché potevano mangiare pesci con pinne e squame, ma non altri pesci, calamari e gamberetti?

R: La Scrittura non lo dice, ma una ragione potrebbe essere che Dio non volesse che si ammalassero a causa di una cottura impropria dei pesci che si nutrono sul fondo. Il fatto che la Legge mosaica proibisse i pesci che si nutrono sul fondo era già stato notato nel 100 d.C. nella Lettera di Barnaba, cap. 10, pagg. 143-144.


D: In Levitico 11:11 ed Esodo 35:7, poiché le carcasse dei delfini erano considerate un abominio, perché Dio ordinò che il Tabernacolo fosse rivestito con esse?

R: La Bibbia non ha mai affermato che i delfini fossero di per sé animali abominevoli. Ha solo affermato che mangiare i delfini era abominevole e che utilizzare le loro pelli per uso comune costituiva un abominio.

Non si trattava di un termine ebraico di uso comune, pertanto sussiste una certa incertezza al riguardo. Il delfino comune viveva nel Mar Mediterraneo. Tuttavia, il *Wycliffe Bible Dictionary*, a pag. 97, afferma che l’animale in questione fosse il dugongo (o vacca marina). I dugonghi talvolta nuotavano lungo le rive del Mar Rosso. La BSB traduce questa espressione con «pelle pregiata», con una nota a piè di pagina che indica che si tratta probabilmente delle pelli di grandi mammiferi acquatici; inoltre, l’opera *Can Archaeology Prove the Old Testament?*, a pag. 31, aggiunge che i dugonghi sono abbondanti in questa zona e che ancora oggi gli arabi realizzano sandali con le loro pelli. Ezechiele 16:10 utilizza lo stesso termine ebraico quando menziona la «pelle» dei sandali.


D: In Levitico 11:13-19, come mai vengono menzionati venti uccelli, mentre Deuteronomio 14:11-18 ne menziona ventuno?

R: I due elenchi contengono gli stessi uccelli, con le seguenti eccezioni:

Levitico 11:13-19 Deuteronomio 14:11-18

Qualsiasi tipo di nibbio nero Nibbio nero

Qualsiasi tipo di falco

Entrambe le liste indicano qualsiasi tipo di falco. Sebbene gli zoologi moderni classifichino i falconi come una sottocategoria dei falchi, dal punto di vista tecnico ciò è irrilevante, poiché non è possibile applicare le classificazioni moderne a liste antiche redatte in un’altra lingua e appartenenti a una cultura diversa. Il punto fondamentale è che, a quanto pare, anche gli antichi ebrei consideravano i falconi come una sottocategoria dei falchi.

Una seconda risposta, fornita da Haley nel suo Alleged Discrepancies of the Bible a pag. 391, è che il termine «falco» sia un errore estraneo commesso dallo scriba. Egli afferma ciò perché in ebraico «avvoltoio/falco» (daah) differisce di una sola lettera da «glede» (raah), e il termine «avvoltoio» è assente nel Pentateuco samaritano, nella Settanta e in molti manoscritti ebraici.


D: In Levitico 11:20-21, è errato affermare che esistano insetti a quattro zampe (questa domanda è stata posta sia da un ateo che da un musulmano)?

R: L’espressione idiomatica ebraica “a quattro zampe” significa che non cammina in posizione eretta. Pertanto, un cane a cui è stata amputata una zampa continua comunque a camminare “a quattro zampe”. A quanto pare, gli ebrei non disponevano del termine “parallelo”. A pensarci bene, anche in inglese o in cinese, come spieghereste brevemente a qualcuno in che modo gli animali a quattro, a sei e a molte zampe camminano tutti allo stesso modo senza utilizzare il termine “parallelo”?


D: In Levitico 12:1-8, perché le donne sarebbero [presumibilmente] peccatrici dopo il parto? (La domanda è stata posta da un musulmano.)

R: La Scrittura non parla di peccato, ma solo di impurità. Quando moriva qualcuno nella famiglia di un levita, Dio ordinava loro di seppellire il corpo, e essi rimanevano impuri fino alla sera. Diventare impuri è diverso dall’essere peccatori, come dimostra il fatto che Dio ordinasse loro di diventare impuri in determinate situazioni.


D: In Levitico 12:1-5, perché una madre è impura dopo aver partorito?

R: La Scrittura non lo specifica. Tuttavia, lo stato di impurità la esonererebbe dalle faccende quotidiane, e quel periodo di riposo le farebbe bene.


D: In Levitico 12:1-5, perché una neomamma è impura per 7 giorni se partorisce un figlio maschio e per 14 giorni se partorisce una figlia?

R: La Scrittura non lo dice. Tuttavia, «impura» non significa «peccatrice». Una probabile ragione è che i neonati maschi venivano circoncisi l’ottavo giorno e, abbreviando il periodo per i maschi, la madre poteva essere presente alla cerimonia della circoncisione.


D: In Levitico 12:5-7, perché le neomamme offrivano un olocausto e un sacrificio espiatorio per aver dato alla luce un figlio, dal momento che il Salmo 128:3 afferma che la maternità è una benedizione?

R: La maternità è una benedizione. Tuttavia, come quasi tutto ciò che facciamo, è anch’essa macchiata dal peccato. Anche i bambini che nascono hanno una natura peccaminosa.


D: In Levitico 13, perché i sintomi della lebbra di allora non presentavano le stesse caratteristiche che noi oggi associamo alla lebbra?

R: Il termine ebraico indicava un’ampia varietà di malattie della pelle, e non solo quella che chiamiamo lebbra, o morbo di Hansen.

A titolo di nota a margine, provi a immaginare quanto fosse importante l’igiene cutanea nel mondo antico, quando le persone non potevano lavarsi spesso.


D: In Levitico 13, quali malattie di allora potevano essere considerate lebbra?

R: Il Wycliffe Bible Dictionary, a pag. 462, fornisce il seguente elenco:

L’autentica lebbra (morbo di Hansen), la sifilide, il vaiolo, la scabbia, il favus, la tinea del cuoio capelluto, le infezioni fungine sistemiche, le ulcere e i foruncoli, il pemfigo, la dermatite erpetiforme e il cancro della pelle. Questo elenco è tratto dall’articolo «Leprosy in Ancient Hebraic Times» del dottor Harold M. Spinka, pubblicato sul *Journal of the American Scientific Affiliation* nel marzo 1959.


D: In Levitico 13:51-52, che cos’è la «lebbra corrosiva»?

R: Molte malattie della pelle di allora sono state debellate in epoca moderna. Il termine ebraico sembra indicare un tipo di muffa o di lebbra a noi oggi sconosciuto.


D: In Levitico 13:47-59 e Levitico 14:33-53, in che modo gli indumenti e le case possono «ammalarsi» e contrarre la lebbra?

R: Gli indumenti possono diffondere malattie della pelle. Funghi e muffe possono svilupparsi sia sugli indumenti che sulle persone, e anche gli indumenti possono fungere da vettori di malattie.


D: In Levitico 14:12, perché una persona doveva offrire un sacrificio espiatorio e un’offerta per il peccato una volta guarita da una malattia?

R: La Scrittura non lo dice esplicitamente, ma

1. Un sacrificio era sempre parte integrante di una purificazione cerimoniale.

2. Non vi è alcun accenno al fatto che la persona fosse «colpevole» o «più peccatrice» degli altri per il solo fatto di avere questa malattia.

Da ciò possiamo trarre un insegnamento spirituale. Oltre al fatto che Dio perdona ai credenti tutti i loro peccati, abbiamo comunque bisogno di purificazione anche per la nostra natura peccaminosa.


D: In Levitico 14:14,17, perché si dovevano spalmare sangue e olio sull’orecchio destro, sul pollice destro e sull’alluce destro?

R: La Scrittura non lo specifica, ma probabilmente ciò serve a identificare chi compie l’offerta con l’offerta stessa. Altri esempi di utilizzo dell’orecchio destro, del pollice destro e dell’alluce destro si trovano in Levitico 8:23-24 ed Esodo 29:20.


D: In Levitico 15:16, poiché le persone erano impure dopo un rapporto sessuale fino alla sera, ciò significa forse che il rapporto sessuale all’interno del matrimonio sia in qualche modo peccaminoso?

R: No. L’impurità non implica disobbedienza a Dio, ma una maggiore cautela dovuta al rischio igienico. Ad esempio, quando moriva un parente stretto, si doveva seppellirlo e (senza essere disobbedienti) si rimaneva impuri fino alla sera. Le leggi sulla purezza erano molto importanti in una cultura desertica con scarsa disponibilità d’acqua.

Un esempio di un sacerdote che diventava impuro perché obbediva alla volontà di Dio si trova in Numeri 19:8.


D: In Levitico 15:19-30,33, perché le donne sarebbero [presumibilmente] peccatrici durante il ciclo mestruale? (Un musulmano ha affermato questo.)

R: Non sono peccatrici, ma solo impure. Quando moriva qualcuno nella famiglia di un levita, Dio ordinava loro di seppellire il corpo, e rimanevano impuri fino alla sera. Diventare impuri è diverso dall’essere peccatori, come dimostra il fatto che Dio ordinasse loro di diventare impuri in determinate situazioni.

Poiché questo era motivo di preoccupazione per il musulmano in questione, forse vorrà esprimere un commento al riguardo sulla base della Sharia: soffiarsi il naso e avere le mestruazioni sono atti di Satana (Ibn-i-Majah, vol. 2, n. 969, pag. 87).

Dovrebbe chiedere agli studiosi musulmani perché alle donne musulmane sia vietato pregare durante il ciclo mestruale. Ecco alcune fonti della Sharia che può utilizzare per porre loro questa domanda.

Un cane nero o una donna, oppure un cane e una donna in periodo mestruale, interrompono la preghiera. Abu Dawud, vol. 1, n. 702, 703, pag. 181; Ibn-i-Majah, vol. 2, n. 949-953, pagg. 78-80

A una donna che ha le mestruazioni non è consentito recitare il Corano. Abu Dawud, vol. 1, nota 111, pag. 56


D: In Levitico 16:1-2, perché Dio concesse ad Aronne un po’ di tregua, dal momento che non mostrò alcuna misericordia nei confronti dei due figli di Aronne, Nadab e Abihu?

R: Il contesto mostra che Aronne commise il suo errore per ignoranza, e Romani 4:15 e Romani 5:13 dimostrano che Dio non considera come trasgressione i peccati che commettiamo per innocente ignoranza.


D: In Levitico 16:8, chi è Azazel e quale relazione ha con il capro espiatorio?

R: La guida scettica *Asimov’s Guide to the Bible*, alle pagine 158-159, sostiene che ciò costituisca una prova dell’esistenza di una mitologia ebraica precedente e più primitiva. Tre punti a sostegno di una risposta cristiana.

1. No, non vi è alcuna prova di questa presunta mitologia ebraica primitiva. Le testimonianze di cui disponiamo riguardo alle pratiche idolatre degli Israeliti indicano che tutte fossero state mutuate dai popoli circostanti.

2. I cristiani ammettono apertamente che fin dai tempi più antichi molti israeliti praticavano rituali idolatri e mitologici. Basta leggere del vitello d’oro sul Monte Sinai, o delle continue esortazioni contro l’adorazione degli idoli, per constatare che l’Antico Testamento ammette candidamente questa malvagità, sebbene la Bibbia non entri troppo nei dettagli.

3. L’affermazione di Asimov si basa sul presupposto che i rituali dell’Antico Testamento non possano essere stati dati da un Dio trascendente. Asimov presume invece che la fonte debba essere stata costituita da pratiche idolatre e, ricorrendo a un ragionamento circolare, utilizza l’esempio di Azazel per dimostrare la propria tesi. L’errore di Asimov consiste nel fatto che, pur ricorrendo al paragone tra Azazel e un’ipotetica pratica idolatra degli Israeliti per dimostrare che tale rituale non fu dato da un Dio trascendente, non vi è alcuna prova che gli Israeliti idolatri avessero una pratica simile a quella di Azazel.


D: In Levitico 16:10, 22, 26, perché Dio ha introdotto il concetto di capro espiatorio?

R: Il concetto biblico di capro espiatorio è diverso dal termine moderno. Il termine moderno indica colui che viene incolpato per qualcosa di cui non è responsabile.

Nella Bibbia, il capro espiatorio veniva liberato affinché andasse a vivere nel deserto, e su di lui venivano simbolicamente riversate tutte le colpe. In senso biblico, Gesù è il nostro capro espiatorio.

L’idea che il capro espiatorio fosse un simbolo di Satana era una tradizione ebraica che sorse molto più tardi.


D: In Levitico 16, perché tutto doveva essere fatto esattamente in questo modo?

R: Si potrebbe scrivere un libro sulle ragioni, e Dio lo ha fatto – in particolare, nel Libro degli Ebrei. Si vedano in particolare gli Ebrei 7-10 e 13.


D: In Levitico 17,3-4 e 9, era possibile uccidere un animale qualsiasi senza che ciò costituisse un sacrificio?

R: Al tempo dell’Esodo, no. La ragione di ciò era che Dio non solo vuole che Lo adoriamo, ma vuole anche che adoriamo solo Lui, e che non adoriamo né offriamo sacrifici ad altri dei, come mostra Levitico 17:7.

Tuttavia, Deuteronomio 12:20-23 afferma espressamente che la situazione sarebbe cambiata una volta entrati in Canaan.


D: In Levitico 17:7, i demoni menzionati (se‘irim) erano divinità caprine selvatiche, come sostiene la *Guida alla Bibbia* di Asimov a pag. 159?

R: Secondo la Traduzione Letterale di Green, il termine ebraico qui significa «sacrifici alle capre». Pertanto, essi erano tentati di offrire sacrifici a dei caprini, come sostiene Asimov.


D: In Levitico 17:13, il sangue veniva drenato e ricoperto di terra, oppure veniva versato come acqua, come afferma Deuteronomio 12:24?

R: Entrambe le interpretazioni sono corrette. Nella risposta occorre considerare tre punti.

1. Versare il sangue e farlo defluire sono essenzialmente la stessa cosa.

2. Il contesto del Deuteronomio riguarda il consumo di carne in generale, specialmente a casa propria, dove le persone si preoccupano di mantenere pulita la propria abitazione. Pertanto, non venivano forniti dettagli su come smaltire il sangue in modo da mantenere pulita la propria casa.

3. Il Levitico menziona specificamente la caccia nei campi. Sebbene un cacciatore possa essere tentato di lasciare semplicemente il sangue sul terreno, Levitico 17:13 aggiunge espressamente che il cacciatore deve «ripulire ciò che ha sporcato» e coprire il sangue con la terra.


D: In Levitico 18:1-17 e 20:12,14, qual è una sintesi delle leggi levitiche sul matrimonio?

R: Dal Codice di Santità di Levitico 17-25, ecco le restrizioni relative al matrimonio.

Il punto di vista dell’uomo Il punto di vista della donna

Figlia (parente stretta) Figlio (parente stretto)

Madre (parente stretto) Padre (parente stretto)

Madre/matrigna Figlio/figliastro

Sorella/sorellastra/sorellastra acquisita Fratello/fratellastro/fratellastro

Nipote Nonno

Sorella di un genitore Figlio di un fratello

Moglie del fratello del padre Figlio del fratello del marito

Nuora Suocero

La moglie del fratello Il fratello del marito

Suocera Genero

Sorella della moglie ancora in vita Il marito della sorella ancora in vita

Senza restrizioni:

Figlia di un fratello o di una sorella Il fratello dei genitori

Figlia del fratello della moglie Il marito della sorella del padre

La moglie del fratello della madre Il figlio della sorella

La figlia del fratello dei genitori Il figlio del fratello dei genitori

La figlia del fratello Il fratello di mio padre

La moglie del fratello della madre Il figlio della sorella del marito

Asimmetria: Le restrizioni sono «asimmetriche» rispetto a quanto segue. Una donna può sposare il figlio di sua sorella, ma non il figlio di suo fratello. Un uomo può sposare l’[ex] moglie del fratello di sua madre, ma non l’[ex] moglie del fratello di suo padre.


D: In Levitico 18:5, è possibile che le persone possano essere salvate osservando la legge, dato che il Nuovo Testamento insegna che solo Cristo può salvarci?

R: La verità contenuta in Levitico 18:5 è solo un tassello del mosaico costituito dalla legge, dalla misericordia e dalla grazia di Dio. Ecco alcuni degli altri tasselli che si incastrano con Levitico 18:5.

1. Ipoteticamente, una persona non avrebbe bisogno della misericordia di Dio se osservasse la Legge alla perfezione.

2. Quella persona (e noi) dovremmo cercare di condurre una vita senza peccato e di obbedire a Dio in modo perfetto.

3. Tuttavia, non siamo in grado di farlo. Nessuno è senza peccato (Proverbi 20:9; Salmo 14:2-3; 19:12).

4. Una volta compreso ciò, dovremmo rivolgerci a Dio e apprezzare la Sua misericordia e la Sua grazia.

5. Nell’Antico Testamento Dio promise a coloro che Lo seguivano che, in qualche modo, se si fossero affidati a Lui e alla Sua Legge, sarebbero stati salvati. Lo dimostrano molti altri versetti oltre a Levitico 18:5.

6. Dio ha rivelato l’unico e solo mezzo che Egli ha scelto per perdonare sia i loro peccati che i nostri in Gesù Cristo.

7. Anche se viviamo dopo la risurrezione di Cristo, Levitico 18:5 è applicabile a noi oggi in senso secondario. Dio comanda a tutti gli uomini di credere e di obbedire a Gesù (2 Tessalonicesi 1:8). Se qualcuno crede e obbedisce a Dio, avrà la vita eterna.

Si vedano *Hard Sayings of the Bible*, pagg. 160-161, e *735 Baffling Bible Questions Answered*, pag. 67, per una risposta diversa.


D: In Levitico 18:16 e Levitico 20:21, perché a un uomo era proibito sposare la moglie di suo fratello, dal momento che Deuteronomio 25:5-10 gli comandava di sposarla?

R: Levitico 18:16-18 stabilisce che non si debba sposare la moglie del proprio fratello mentre questi è ancora in vita. Il precetto di sposare la moglie del proprio fratello, contenuto in Deuteronomio 25:5-10, ha lo scopo di perpetuare il suo nome dopo la morte del fratello.


D: In Levitico 18:8-18; 20:11-14, 17-21, perché nella Bibbia si parla di incesto? (La questione è stata sollevata da un musulmano.)

R: Era necessario affrontare questo argomento sgradevole; la famiglia reale egiziana e, in seguito, i persiani praticavano regolarmente l’incesto.


D: In Levitico 18:19 e Levitico 20:18, i mariti e le mogli dovrebbero avere rapporti sessuali mentre la moglie ha il ciclo mestruale?

R: Questo versetto indica che, secondo la Legge mosaica, non dovrebbero farlo.


D: In Levitico 18:22,24 e Levitico 20:13, l’omosessualità è ancora considerata un peccato, oppure si tratta di una norma che è cambiata, come il divieto di mangiare carne di maiale, oppure di una norma immutabile, come il divieto di sacrificare bambini?

R: È ancora sbagliato. Non solo il Nuovo Testamento tace su qualsiasi cambiamento al riguardo, ma abbiamo anche la conferma da Romani 1:26-27 e 1 Corinzi 6:9 che ciò costituisce ancora un peccato.

Levitico 18:22 si trova subito dopo un versetto che proibisce il sacrificio di bambini e prima del versetto che proibisce la zoofilia, quindi forse Dio considera le tre cose in modo simile. Levitico 20:13 precede di due versetti i due versetti che proibiscono la zoofilia. Si veda anche la discussione su Romani 1:26-27 e 1 Corinzi 6:9.


D: In Levitico 18:22-24 e Levitico 20:13, l’omosessualità e la zoofilia venivano condannate esclusivamente perché non potevano generare figli?

R: No, non era questa la ragione addotta da Dio. La ragione è chiaramente enunciata in Levitico 18:22-23. Proprio come il rapporto sessuale con un animale è una perversione, così il rapporto sessuale tra due uomini è detestabile agli occhi di Dio e, a quei tempi, era punibile con la morte.


D: In Levitico 19:18, chi è il prossimo che gli ebrei dovevano amare?

R: Il Levitico 19:18 afferma che includeva chiunque appartenesse al loro stesso popolo. Presumibilmente, includeva anche i forestieri (viaggiatori e residenti temporanei) presenti nel paese, ma non i Cananei.


D: In Levitico 19:20, perché punire una schiava che avesse avuto rapporti sessuali?

R: La Legge mosaica non puniva alcuna donna, schiava o libera, che fosse stata violentata. Tuttavia, se una donna non fosse stata violentata, o se si fosse trovata in una città e non avesse gridato aiuto, una donna libera sarebbe stata uccisa. Una schiava, date le circostanze, non veniva uccisa. Si veda la domanda successiva per quanto riguarda la sua punizione.

Ciò è in netto contrasto con il successivo diritto romano, in cui una schiava poteva essere punita con l’amputazione del naso per il «reato» di essersi coperta con modestia davanti al proprio padrone. La Legge mosaica è inoltre in netto contrasto con la legge islamica, in cui i rapporti sessuali con schiave e prigioniere erano consentiti e in nessun caso scoraggiati. Esse venivano definite «donne che la nostra mano destra possiede». Per la documentazione al riguardo nella legge islamica sunnita, si legga l’Hadith di Bukhari, vol. 3, libro 34, cap. 113, dopo il n. 436, pagg. 239-240.


D: In Levitico 19:20, la donna fu flagellata?

R: Vi è incertezza riguardo al termine ebraico. Ecco alcune traduzioni.

Versione di Re Giacomo: «sarà flagellata; non saranno messi a morte…»

Versione New King James: «per questo ci sarà la fustigazione; ma non saranno messi a morte…»

NIV: «Ci dovrà essere una punizione adeguata. Tuttavia, non saranno messi a morte…»

NASB: «Ci sarà una punizione; tuttavia, non saranno messi a morte…»

Berean Standard Bible: «Ci dovrà essere una giusta punizione. Ma non dovranno essere messi a morte…»

Bibbia interlineare di Jay P. Green: «Ci sarà un’inchiesta; non saranno messi a morte…»

Le traduzioni si dividono in due gruppi: o il termine ebraico indica la fustigazione oppure indica un’inchiesta o una punizione. Ovviamente, la donna subì una qualche forma di punizione. Tuttavia, è solo la versione di Re Giacomo, risalente a 400 anni fa, ad affermare che solo la donna fu fustigata.


D: In Levitico 19:26,31; 20:6,27, perché erano proibiti l’incantesimo, la magia e i medium?

R: Questi passi delle Scritture menzionano che

A. Se vi rivolgete a un medium, sarete contaminati da esso (Levitico 19:31)

B. Se vi rivolgete a loro, vi state (spiritualmente) prostituendo a loro (Levitico 20:6)

Altri motivi per cui sono sbagliati sono:

1. Le persone cercano la loro saggezza invece di quella di Dio

2. Le persone ripongono fiducia nel loro potere anziché in Dio

3. Le persone sono devote alla magia e ai medium anziché a Dio.

4. A volte le persone venerano e adorano queste cose invece di Dio.

Anche se non faceste tutte e quattro queste cose, il solo fatto di farne una significherebbe che i punti A e B si applicano a voi. I cristiani non dovrebbero rivolgersi a indovini di alcun tipo, nemmeno per divertimento alla fiera.


D: In Levitico 19:27, perché Dio si preoccupava delle acconciature?

R: La Scrittura non lo dice. I capelli sono ben visibili e non tagliarli agli angoli sarebbe stato un modo per identificare gli uomini ebrei. Si noti che in questa cultura anche i non nazirei potevano avere i capelli lunghi. Si veda anche la discussione su 1 Corinzi 11:14.


D: In Levitico 19:28, ciò significa che una persona non dovrebbe farsi un tatuaggio?

R: Questo fa parte della Legge mosaica. Tuttavia, il Nuovo Testamento afferma che noi siamo il Tempio di Dio e non vogliamo apporre graffiti sulle pareti del Tempio di Dio. Apocalisse 13:16-18 afferma che la maggior parte delle persone, eccetto i credenti, avrà un marchio sulla mano destra o sulla fronte che rappresenta il 666, il numero della bestia. L’unico argomento a favore dei tatuaggi è che oggi in Egitto alcuni copti tatuano una croce ben visibile sui propri neonati. Questo perché, in caso contrario, i fondamentalisti musulmani tendono a rapire i loro bambini per allevarli come musulmani.


D: In Levitico 20, perché così tanti reati venivano puniti con la pena di morte?

R: A quanto pare, tali atti erano sufficientemente gravi da meritare l’esecuzione agli occhi di Dio. Anziché cercare di adattare Dio alle nostre idee preconcette, impariamo ciò che Dio ha insegnato e poi cerchiamo le ragioni di tale scelta. I crimini che meritano la pena di morte rientrano in tre categorie:

Togliere la vita a un essere umano: l’omicidio intenzionale e l’uccisione involontaria, qualora l’autore non si rifugiasse in una città di rifugio. Una differenza importante tra la Legge dell’Antico Testamento e altre leggi è che non aveva importanza se la vittima fosse schiava o libera. L’esecuzione di una persona per aver tolto la vita a un altro essere umano è una punizione adeguata per tale atto.

Peccati sessuali: la maggior parte dei peccati sessuali – adulterio, omosessualità, incesto, zoofilia – sono puniti con la morte. Molti peccati sessuali creano dipendenza e cercano di coinvolgere altri nel proprio peccato. Per il bene della comunità di allora, i colpevoli venivano giustiziati.

Sfida aperta: l’adorazione di altri dei, la divinazione, ecc. costituiscono una sfida contro Dio per il popolo da Lui eletto, gli ebrei. Naturalmente, un ebreo poteva abbandonare il proprio popolo, integrarsi in un altro paese e fare ciò che desiderava. Ma per gli ebrei che vivevano come popolo eletto, Dio non tollerava alcuna sfida contro di Sé. Egli non tollerava nemmeno la sfida contro i genitori, come ad esempio maledirli apertamente (Levitico 20:9).

L’Antico Testamento prevedeva un numero minore di reati punibili con la pena di morte rispetto ad altri codici legislativi. Molti altri codici legislativi prevedevano la pena di morte per i ladri.

A differenza della Legge dell’Antico Testamento, la Sharia islamica è diversa. Se un uomo libero e uno schiavo uccidono insieme uno schiavo, lo schiavo viene giustiziato e l’uomo libero deve pagare solo metà del prezzo del sangue. Ecco la citazione: «Malik disse riguardo a un adulto e a un bambino che uccidono insieme un uomo. “L’adulto viene giustiziato e il bambino paga metà del prezzo del sangue”. Malik disse: “Lo stesso vale per un uomo libero e uno schiavo quando uccidono uno schiavo. Lo schiavo viene giustiziato e l’uomo libero paga metà del suo valore”». Muwatta di Malik 43.3.3


D: In Levitico 20:2, il termine «Molech» si riferisce davvero a «melech» (re), e si tratta di un divieto rivolto al dio del popolo, come sostiene la *Guida alla Bibbia* di Asimov a pag. 162?

R: No. Il nome Molech potrebbe derivare dalla parola che significa “re”. Tuttavia, si trattava di un idolo specifico venerato dagli Ammoniti. Esistono prove che nella città-stato di Mari, intorno al 1700 a.C., fosse conosciuto un dio di nome Muluk.


D: In Levitico 21:1-4, perché un sacerdote poteva piangere solo i genitori, i fratelli e le sorelle che vivevano in casa, ma non gli altri?

R: A quanto pare, l’importanza che un sacerdote fosse ritualmente puro per lo svolgimento dei propri doveri era considerata superiore al rischio di diventare ritualmente impuro per chiunque non fosse un suo parente stretto.


D: In Levitico 21:11, perché il sommo sacerdote non poteva rendersi ritualmente impuro nemmeno per il funerale dei propri genitori?

R: A quanto pare, l’importanza della carica di sommo sacerdote lo impediva.


D: In Levitico 21:18-23, perché Dio sembra disapprovare le persone con disabilità e proibisce a coloro che presentano un handicap fisico di diventare sommi sacerdoti?

R: Se Dio lo avesse voluto, avrebbe potuto scegliere liberamente solo persone di bassa statura, di alta statura, dai capelli neri, mancine o qualsiasi altro tipo di persona desiderasse. Se Dio ha scelto persone prive di difetti fisici e non ha ritenuto necessario comunicarci le Sue ragioni, questa è una Sua prerogativa.

Possiamo ipotizzare che la ragione possa essere legata al fatto che il sacerdote fungesse da «modello» per il popolo nell’offrire i sacrifici. Naturalmente, anche l’animale da sacrificare doveva essere privo di difetti, come mostra Levitico 22:20-25.


D: In Levitico 22:28, perché non era consentito uccidere la madre e il piccolo per offrirli in sacrificio nello stesso giorno?

R: La Scrittura non lo dice. Forse è collegato a Esodo 23:19: «Non cucinerete un capretto nel latte di sua madre».


D: In Levitico 23:6, è vero che «Senza dubbio l’uso del pane azzimo nei rituali è estremamente antico, risalente a molto prima dell’Esodo»?

R: Non disponiamo di alcuna testimonianza che ciò avvenisse prima dell’Esodo. Se Asimov ritiene significativo il fatto che non vi siano testimonianze del Giorno dell’Espiazione (Yom Kippur) prima dell’Esilio (si veda la discussione su Levitico 23:26-32), perché ritiene che l’uso del pane azzimo fosse molto antico?

Qualcun altro potrebbe sostenere (con altrettanto scarse prove) il contrario, ovvero che il Giorno dell’Espiazione fosse antecedente all’Esodo e che l’uso del pane azzimo fosse successivo all’Esilio. Naturalmente, tutti i passi delle Scritture che menzionano il pane azzimo potrebbero essere liquidati come «aggiunte apparentemente scritte dopo l’Esilio, poiché il pane azzimo indica una data tardiva».

Immagino che Asimov abbia tratto questa informazione dall’Anchor Bible Dictionary, volume 6, pag. 756 e in particolare alle pagg. 759-760 alla voce «Teorie sull’origine». Tuttavia, questo libro di orientamento liberale non fornisce alcuna prova del fatto che tale festività fosse celebrata al di fuori della Bibbia. A quanto pare, questa teoria ebbe inizio con Julius Wellhausen nel XIX secolo.

Per quanto mi riguarda, poiché le uniche prove dimostrano che gli Israeliti praticavano entrambe le cose in questi passi, scelgo di attenermi alle prove.


D: In Levitico 23:26-32, Levitico 16:1-34 e Numeri 29:7-11, è vero che non vi è alcuna testimonianza dell’osservanza del Giorno dell’Espiazione fino al periodo post-esilico, come sostiene la *Guida alla Bibbia* di Asimov a pag. 158?

R: Asimov non fornisce alcuna testimonianza della sua osservanza nemmeno nel periodo post-esilico dell’Antico Testamento, ma questo non è il punto. Non ci si aspetterebbe di trovare molte testimonianze relative ai rituali del Tempio in cui si affermi: «Lo abbiamo celebrato come dovevamo fare». Allo stesso modo, non disponiamo di testimonianze storiche relative alla raccolta della legna per il Tempio, ma sappiamo che i Gabaoniti, che erano i raccoglitori di legna, svolgevano la loro funzione sia prima che dopo l’esilio. Analogamente, non disponiamo di testimonianze pre-esiliche relative a nessun rituale del Tempio, oltre a quanto è già scritto nella Bibbia.

In occasione dell’Anno del Giubileo, secondo Levitico 25:8-9, veniva suonato un corno nel Giorno dell’Espiazione. Pertanto, la celebrazione dell’Anno del Giubileo include la celebrazione del Giorno dell’Espiazione.

Sembrerebbe strano che Mosè avesse messo per iscritto i rituali per il Giorno dell’Espiazione in Levitico 16:1-34; 23:26-32 e Numeri 29:7-11, per poi non seguirli immediatamente.


D: In Levitico 23:32, la festa del Giorno dell’Espiazione cadeva il nono giorno o il decimo giorno, come [presumibilmente] afferma Levitico 16:29?

R: Iniziava la sera del nono giorno e proseguiva per tutto il decimo giorno. Tre punti da considerare nella risposta.

1. Levitico 23:32 afferma precisamente che il periodo andava dalla sera del nono giorno alla sera del decimo giorno.

2. In genere, dopo il tramonto non si svolgeva alcun lavoro.

3. Levitico 16:29 dice solo di non svolgere alcun lavoro il decimo giorno.


D: In Levitico 23:42-43, gli Israeliti usciti dall’Egitto vivevano in capanne o in tende, come riportano Esodo 16:16; 33:8 e Numeri 11:10?

R: Una risposta è che il termine ebraico per «capanna», cukkah, è un termine generico che può significare sia capanna che tenda. Tuttavia, questa probabilmente non è la risposta corretta, poiché esiste una spiegazione più ragionevole.

Ecco i punti salienti della risposta.

1. Nel deserto, gli Israeliti vissero per oltre 40 anni in tende resistenti, non semplicemente in capanne costruite in fretta, come dimostrano Esodo 16:16; 33:8 e Numeri 11:10, e come mostra Giosuè 7:22.

2. In Egitto, Esodo 12:7, 22-23 dimostra che vivevano in case (capanne), poiché durante la Pasqua ebraica dovevano tutti spalmare il sangue sugli stipiti delle loro case.

3. Gli Israeliti ebbero a disposizione un solo giorno per fare i bagagli e prepararsi, come riportato in Esodo 11:4-12:14. Esodo 12:11 ricorda che la loro partenza avvenne in gran fretta.

4. Pertanto, sebbene abbiano costruito delle tende nel deserto, non ne disponevano quando lasciarono l’Egitto per la prima volta.

5. Si noti che Levitico 23:42-43 non commemora il fatto che gli Israeliti abbiano vissuto in capanne per oltre 40 anni, bensì che vivessero in capanne nel momento in cui furono condotti fuori dall’Egitto.

6. Sarebbe facile per qualcuno trascurare questa distinzione tra il vivere in tende per oltre 40 anni e il vivere inizialmente in capanne, a meno che non si scrivesse di ciò che si era vissuto in prima persona.


D: In Levitico 24:3, perché Dio avrebbe voluto che una lampada alimentata con olio d’oliva ardesse continuamente, giorno e notte, anche quando nessuno l’avrebbe vista?

R: La gente avrebbe comunque saputo che non si spegneva mai. Forse ciò serviva a simboleggiare che Dio non dorme mai, non smette mai di vegliare sul mondo e non smette mai di vegliare su di noi.


D: In Levitico 24:10-22, lapidare a morte un figlio blasfemo era una misura estrema?

R: No. Non si trattava solo di un linguaggio volgare, ma di bestemmiare il santo nome di Dio con un'imprecazione. Era ben più che prendere il nome di Dio invano: era una sfida alla legge di Dio sotto il governo teocratico. Naturalmente, oggi non viviamo più sotto quel governo e, se qualcuno dovesse compiere un gesto del genere, non dovremmo cercare di fargli del male.


D: In Levitico 25:35 ed Esodo 22:25, perché non potevano applicare interessi al proprio popolo, dal momento che in Deuteronomio 23:20 potevano farlo con gli stranieri?

R: Deuteronomio 23:20 indica che applicare interessi agli stranieri è lecito per motivi commerciali. Tuttavia, una persona devota non applicherebbe comunque interessi eccessivi, secondo Proverbi 28:8 ed Ezechiele 18:8. Ciononostante, aiutare un amico o un connazionale israelita non dovrebbe avvenire per motivi commerciali. Era loro comandato di elargire ai poveri israeliti, e non di eludere le proprie responsabilità guadagnando invece denaro sui prestiti concessi ai poveri.


D: In Levitico 25:35 ed Esodo 22:25, poiché potevano applicare interessi agli stranieri ma non al proprio popolo, ciò viola molti versetti che affermano che certe leggi dovevano essere le stesse per gli israeliti e per gli stranieri?

R: I versetti riportati di seguito dimostrano che gran parte della legge religiosa e civile era la stessa sia per i nativi che per i non israeliti. Tuttavia, nessun versetto afferma che le leggi dovessero essere le stesse in materia di prestiti di denaro. Ecco tutti i versetti pertinenti.

Esodo 12:49 e Numeri 9:14 trattano delle leggi relative alla Pasqua ebraica per i non israeliti che desiderano osservarla volontariamente.

Levitico 24:16 e Numeri 15:29-30 affermano che le leggi sono le stesse sia per i peccati cerimoniali che per la bestemmia.

Levitico 16:29 fa riferimento alle leggi sul sabato. Se gli stranieri potessero vendere di sabato e gli israeliti devoti non lo facessero, ciò metterebbe gli israeliti in una posizione di svantaggio commerciale.

Levitico 19:33 afferma che non devono maltrattare gli stranieri non israeliti presenti nel loro paese.

Levitico 24:22 afferma che le leggi relative all’omicidio e alle lesioni devono essere le stesse sia per i nativi che per gli stranieri.


D: Perché Levitico 25:46 ed Esodo 21:2-21 tollerano la schiavitù?

R: La schiavitù nella Bibbia era simile a quella dei servi a contratto. Tutti gli schiavi ebrei dovevano essere liberati ogni settimo anno, come stabilito in Esodo 21:2-5. Quando lo schiavo veniva liberato, l’ex padrone doveva fornirgli generosamente ciò che possedeva, secondo Deuteronomio 15:13-15. L’unica eccezione alla liberazione di uno schiavo ebreo era il caso in cui lo schiavo amasse il padrone al punto da scegliere di rimanere schiavo per tutta la vita, come indicato in Esodo 21:5-6. Tuttavia, gli ebrei non liberavano sempre i propri schiavi, come dimostra Geremia 34:8-22; Dio li rimproverò per questo. Diventavano schiavi:

I ladri che non potevano restituire ciò che avevano rubato (Esodo 22:3)

Le donne vendute dai genitori come concubine (Esodo 21:7-11)

Persone che si vendevano come schiavi se erano affamate


D: In Levitico 26:30, Dio provava ripugnanza per Israele, oppure essi erano la pupilla dei Suoi occhi in Zaccaria 2:8, e non provava ripugnanza per loro in Levitico 26:44?

R: Dio considerava gli israeliti eletti come preziosi ai Suoi occhi, come la pupilla del Suo occhio. Dio considerava invece gli israeliti disobbedienti che rifiutavano la Sua legge come ripugnanti e privi di valore (Geremia 2:5; 12:8). Allo stesso modo, Cristo è morto come sacrificio espiatorio per il mondo intero (1 Giovanni 2:2), ma a coloro che rifiutano Cristo, Dio non esita a rivelare la portata della Sua ira. Si veda «When Critics Ask», pag. 94, per ulteriori spiegazioni relative alla stessa risposta.


D: Levitico 27:1-8 dimostra che i maschi hanno più valore delle femmine?

R: No. Genesi 1:27 dimostra che sia l’uomo che la donna sono stati creati a immagine di Dio; Galati 3:26-28 dimostra che uomini e donne, ebrei e non ebrei, hanno tutti lo stesso valore in quanto figli di Dio. Tuttavia, Levitico 27:1-8 mostra che, a quel tempo, gli uomini avevano un valore economico superiore rispetto alle donne o ai bambini.

Levitico 27:1-8 si riferisce al voto di offrire al Signore l’equivalente monetario di qualcosa. Pertanto, ad esempio, il valore di un uomo di età superiore ai sessant’anni era inferiore a quello di una donna di età inferiore ai sessant’anni.


D: In Levitico 27:28-29, il fatto di consacrare delle persone al Signore affinché fossero messe a morte autorizza il sacrificio umano?

R: No, poiché l’esecuzione capitale non è un sacrificio umano. L’uccisione di assassini e di altri criminali avveniva perché Dio lo comandava per mantenere l’ordine. Il contesto di Levitico 23-27 riguarda le leggi e non ha nulla a che vedere con alcun sacrificio animale, tanto meno con il sacrificio umano. La Bibbia non avalla mai nulla che assomigli al sacrificio di esseri umani, con due eccezioni. Dio mise alla prova Abramo per vedere se avrebbe offerto in sacrificio Isacco, sebbene non si verificasse alcun sacrificio umano, e Gesù morì volontariamente per noi.


D: In Levitico 27:30-33, Numeri 18:21-32; Deuteronomio 12:5-14; 14:22-29; 26:12-15 e Malachia 3:10, i cristiani devono versare la decima oggi?

R: No. Anche oggi dobbiamo offrire un contributo materiale per l’opera di Dio (2 Corinzi 8-9). Tuttavia, non si tratta di una decima esatta, poiché Romani 7:6 afferma: «Ma ora, essendo morti a ciò che ci legava, siamo stati liberati dalla legge, affinché serviamo secondo il nuovo modo dello Spirito e non secondo il vecchio modo della lettera» (BSB).

La nostra intera vita dovrebbe essere dedicata a Dio, in modo da poter offrire più della decima. Tuttavia, poiché l’Antico Testamento specificava la decima e noi abbiamo uno standard più elevato rispetto all’Antico Testamento, si può affermare che la decima definisca il limite minimo della generosità. Ma 2 Corinzi 9:7 afferma che dovremmo donare con gioia, non per costrizione.


D: Nel Levitico, come facciamo a sapere, grazie a Filone l’Ebreo, che ciò che abbiamo è ciò che era stato scritto originariamente?

R: In quanto cristiani, confidiamo nel fatto che l’Antico Testamento convalidato da Cristo sia proprio l’Antico Testamento che dovremmo possedere. Del resto, per i musulmani il Corano afferma, nella Sura 5:46, che a Gesù fu data la Torah. Disponiamo di manoscritti antichi risalenti all’epoca di Cristo, argomento trattato nella domanda successiva. Tuttavia, esiste un’ulteriore linea di prova. Filo di Alessandria era uno studioso ebreo vissuto dal 15/20 a.C. al 50 d.C. Scriveva in greco, ma è curioso che le sue citazioni greche dell’Antico Testamento concordino più strettamente con il testo masoretico ebraico che con la Settanta greca. Egli approfondì in modo dettagliato il significato dei diversi versetti. Ecco i versetti a cui fece riferimento nel Levitico.

1:3, 9, 13; 2:1, 11, 13; 3:12, 16, 17; 4:22, 31; 5:2, 4, 5, 20, 21; 6:9, 13, 20; 7:5,34; 8:29-36; 9:1-14,24; 10:1-3,6,8,9,16; 11:3,4,9,10,20-22,42,43; 13:3,11,12,14; 14:35,36; 15:31; 16:7,10,17,20; 17:11; 18:1,6,7; 19:13,4,9,11,13,14,16,23-25,32,35,36; 20:18; 21:11,17; 22:4, 6, 10, 12; 23:1, 2, 10, 27; 24:2, 15; 25:4, 8, 9, 10, 23, 31; 26:3, 8, 10, 12, 36; 27:3, 32, 33

Per ulteriori informazioni, si veda *Le opere di Filone: versione completa e integrale, nuova edita e aggiornata*.


D: Quali autori antichi fecero riferimento al Levitico?

R: Gli autori pre-niceni che hanno citato o alluso a versetti del Levitico sono:

Lettera di Barnaba (70-130 d.C. circa)

Giustino Martire (circa 138-165 d.C.)

Meleto/Melito di Sardi (170-177/180 d.C.) incluse il Levitico tra i libri dell’Antico Testamento nella sua lettera a Onesimo. È insolito che egli inverta l’ordine del Libro dei Numeri e del Levitico. In *Pascha*, p. 72. Questo è riportato nella *Storia ecclesiastica* di Eusebio, 4.26.

Ireneo di Lione (182-188 d.C.) citò mezzo versetto

Clemente di Alessandria (193-217/220 d.C.)

Tertulliano (198-220 d.C.) «…quando la legge sacerdotale veniva redatta, per mezzo di Mosè, nel Levitico, la troviamo prescritta…» Risposta agli ebrei, cap. 5, p. 156

Origene (225-254 d.C.)

Cipriano di Cartagine (circa 246-258 d.C.)

Anatolio di Alessandria (270-280 d.C.)

Vittorino di Petau (martirizzato nel 304 d.C.)

Metodio dell’Olimpo e di Patara (270-311/312 d.C.)

Dopo Nicea anche altri autori fecero riferimento al Levitico.

Girolamo (373-420 d.C.) tratta dei libri dell’Antico Testamento. In particolare, egli discute della Genesi, dell’Esodo, del Levitico, dei Numeri, del Deuteronomio, della Torah, di Giobbe, di Gesù figlio di Nave [Giosuè], dei Giudici, di Ruth, di Samuele, dei Re (2 libri), dei dodici profeti, di Osea, di Gioele, di Amos, di Abdia, di Giona, Michea, Naum, Abacuc, Sofonia, Aggeo, Zaccaria, Malachia, Isaia, Geremia, Ezechiele, Daniele, Ester, Esdra, Neemia. Lettera 53, cap. 7-8, pagg. 99-101.


D: Per quanto riguarda il Levitico, quali sono alcuni dei manoscritti più antichi ancora esistenti oggi?

R: Rotoli del Mar Morto: (dal 250 a.C. in poi) 13 copie secondo *The Dead Sea Scrolls Today*, pag. 30, e *The Encyclopedia of the Dead Sea Scrolls*, vol. 1, pag. 488. *The Dead Sea Scrolls Translated: The Qumran Texts in English*, 2ª ed., riporta almeno 12 originali. Il *Wycliffe Bible Dictionary*, pagg. 436-438, indica la presenza di 8 copie. Secondo *The Dead Sea Scrolls Translated: The Qumran Texts in English*, 2ª ed., pag. 474, il frammento 4Q17, contenente da Esodo 38 a Levitico 2, è datato al 250 a.C. Il suo contenuto è pressoché identico al testo masoretico. Le copie sono indicate come:

1Q3 contiene 21 frammenti, provenienti da 3 o 4 manoscritti originali.

2Q5 (Levitico 11:22-29 in paleo-ebraico)

4Q23: Levitico 26,2-16 in greco. (150-1 a.C., in base alla calligrafia formale dei primi Asmonei) (15 differenze testuali rispetto alla Settanta)

Il 4Q24 contiene 30 frammenti, ma è probabile che provengano tutti dallo stesso originale. I secolo a.C.

4Q25: si conservano solo 6 o 9 frammenti dei capitoli 1, 3-5 e 8.

Il 4Q26 presenta quattro frammenti (dal 30 a.C. al 20 d.C., in scrittura erodiana primitiva)

4Q26a: nove frammenti tratti dai capitoli 3, 19-22

4Q26b: un frammento tratto da Levitico 7:19-26

4Q119 (Settanta)

4Q120 (Settanta)

6Q2 (Levitico 8)

11Q1

11Q2 contiene due frammenti che probabilmente provengono dallo stesso originale. (frammenti dei capitoli 7-10, 14-15, 25) (circa 50 d.C. a causa di una «scrittura tardo-erodiana»)

Settanta dei Rotoli del Mar Morto: Il Wycliffe Bible Dictionary, alle pagine 436-438, afferma che la più antica copia esistente della Settanta è un testo del Levitico proveniente dalla grotta 4 dei Rotoli del Mar Morto; è datata al 100 a.C.

Complessivamente, nei Rotoli del Mar Morto sono conservati i seguenti 487 versetti su 859 del Levitico (56,7%).

Lev 1:1-17; 2:1-16; 3:1-14,16-17; 4:1-8,12-14,18-19,23-28,30; 5:6,8-10,12-13,16-24; 6:nessuno; 7:19-26; 8:12-13,26-28,31,33-34; 9:1-10,12-13,15,22-24; 10:1-2,9-20; 11:1-40; 12:nessuno; 13:3-9, 32-33, 39-43, 58-59; 14:16-34, 40-57; 15:1-5, 10-11, 19-24; 16:1-15, 15-29, 34; 17:1-11; 18:16-21, 27-30; 19:1-8, 30-37; 20:1-6, 20-24, 27; 21:1-4, 6-12, 17-24; 22:1-33; 23:1-8, 10-29, 40; 24:2-23; 25:28-36, 45-49, 51-52; 26:2-33; 27:5-22, 30-31? Per ulteriori dettagli, si veda *The Meaning of the Dead Sea Scrolls*, pag. 423.

A Masada sono state rinvenute due copie conservate del Levitico:

Mas1a (Levitico 4:3-9) (50-1 a.C.)

Mas1b: 45 frammenti del Levitico 8:31-11:40 (25-75 d.C.) (identici al testo masoretico).

Tra i Rotoli del Mar Morto sono state rinvenute traduzioni aramaiche del Levitico, denominate targum, come nel 4Q156. Due piccoli frammenti aramaici risalgono al II secolo a.C.

Tra i manoscritti greci figurano il Vaticanus (325-350 d.C.) (intero Levitico) e l’Alexandrinus (circa 450 d.C.) (intero Levitico). Si veda Introduzione generale alla Bibbia, pagg. 391-394.

Il Sinaitico (340-350 d.C.) contiene Levitico 20,27-22,30.

I Samaritani realizzarono una propria copia della Torah nel II secolo a.C., sebbene le più antiche copie samaritane giunte fino a noi risalgano al Medioevo. I Rotoli del Mar Morto oggi, pagg. 125-126.

Una traduzione siriaca della Settanta fu realizzata dal vescovo Paolo di Tella (616-617 d.C.), di cui disponiamo ancora oggi, secondo quanto riportato in «Manoscritti della Bibbia greca», pag. 35 (nota a piè di pagina).

I primi scrittori della Chiesa riconoscevano il Levitico come parte della Bibbia.


D: Nel Levitico, quali sono alcune delle differenze di traduzione tra l’ebraico e la Settanta greca?

R: Eccone alcune, ma prima vorrei illustrare alcune questioni generali relative alla traduzione linguistica.

Testo masoretico ebraico Septuaginta greca

tenda del convegno

tabernacolo della testimonianza

olocausto

olocausto

impurità derivante dall’impurità

separazione per impurità

abominevole

un abominio

atti ripugnanti

abomini

ecc.

Il Levitico conta un totale di 859 versetti. Di seguito sono riportati alcuni frammenti di versetti che presentano variazioni tra i manoscritti. L’elenco non copre l’intero Levitico, ma si concentra principalmente sui capitoli 16-18. Salvo dove diversamente indicato, la prima frase corrisponde al testo masoretico (MT) e la seconda alla Settanta (LXX).

Lev 1:16 «colto» e il suo «*». Non è chiaro se «*» indichi «contenuto», «piume» o un’altra parola.

Lev 3:1-11 sembrano mancare nel 4Q24

Lev 4:7 «verserà» contro «verserà» (errore ortografico nel testo di Masada Mas1a)

Lev 4:19 «la coda larga, ciò che la ricopre e i reni» contro «la coda larga, il grasso che ricopre le viscere, i due reni e il grasso che li ricopre» (nota a piè di pagina della NRSV)

Lev 7:21 «cosa abominevole» contro «cosa brulicante»

Lev 7:29-38 non è presente nella Settanta.

Lev 9:19 «la coda larga, ciò che la ricopre e i reni» contro «loro» (Septuaginta)

Lev 11:13-19 «avvoltoio» (21 uccelli) contro «assente» (20 uccelli) nella Settanta e nel Pentateuco samaritano

Lev 11:26 «ha gli zoccoli ma non rumina» contro «ha gli zoccoli e rumina» (Settanta, 2Q5)

Lev 14:24 lo scriba originario omise questo versetto, che fu aggiunto sopra la riga nel 4Q23.

Lev 14:45: lo scriba originario omise questo versetto, che fu aggiunto sopra la riga nel 4Q23.

Lev 14:31 «quanto la persona è in grado di fare» contro «ciò che una persona può permettersi, uno» nelle traduzioni della Settanta e siriaca. (Nota a piè di pagina della NRSV)

Lev 15:31 «separare i figli / i bambini d’Israele dalla loro impurità» contro «far sì che i bambini / i figli d’Israele si guardino dalle loro impurità»

Lev 16:1 La Settanta aggiunge dopo «morì»: «nell’aver portato fuoco estraneo»

Lev 16:10 2 volte «capro espiatorio» contro «rimozione completa»

Lev 16:12 «incenso» contro «incenso profumato»

Lev 16:13 «la testimonianza» contro «le tavole della testimonianza»

Lev 16:20 «quando avrà finito» contro «egli finirà»

Lev 16:25 «brucerà come incenso il grasso dell’offerta per il peccato» contro «offrirà il grasso come offerta per il peccato»

Lev 16:34 «E fece come il Signore aveva comandato a Mosè» contro «come il Signore comandò a Mosè»

Lev 17:2 «Ad Aronne e ai suoi figli e a…» (MT, Pentateuco samaritano) contro «Ad Aronne e a…» (11Q2)

Lev 17:3 «d’Israele» contro «d’Israele o degli stranieri/popolazioni che soggiornano/dimorano tra voi»

Lev 17:3 assente (MT) contro «che soggiornano in Israele» (4Q26) contro «che soggiornano tra di voi» (Settanta)

Lev 17:4 «come offerta a Geova, davanti al tabernacolo di Geova» contro «in modo da offrirla come dono al Signore (kuriou) davanti al tabernacolo del Signore»

Lev 17:6 «Bruciate il grasso come incenso per un profumo soave» vs. «offrite il grasso per un profumo soave»

Lev 17:7 «offrano i loro sacrifici a capre» contro «sacrifici a [dei] vani»

Lev 17:8 «gli stranieri che soggiornano in mezzo a voi» contro «i figli dei proseliti che dimorano tra voi»

Lev 18:5 «Io sono Jahvè» contro «Io sono il Signore (Kuriou) il vostro Dio»

Lev 18:11 «figlia della moglie di vostro padre, generata da vostro padre, ella [è] vostra sorella» contro «figlia della moglie di vostro padre; ella è vostra sorella per lo stesso padre»

Lev 18:14 «lei è vostra zia» contro «lei è vostra parente»

Lev 18:17 «siete carne» contro «siete la vostra carne» (Settanta)

Lev 18:21 «offriteli a Molech» contro «servite un sovrano» [forse i traduttori della Settanta non sapevano come rendere in greco il nome dell’idolo «Molech»]

Lev 18:21 «contaminare il nome del vostro Dio» vs. «profanare il mio santo nome»

Lev 18:23 2 volte «animale» contro «quadrupede»

Lev 18:23 «un accoppiamento vergognoso» contro «un abominio»

Lev 18:25 «io punirò su di essa la sua iniquità e la terra vomiterà i suoi abitanti» contro «ho ricompensato loro la loro iniquità a causa di essa, e la terra è afflitta da coloro che la abitano».

Lev 18:27 «Il popolo del paese ha commesso» (MT, Pentateuco samaritano) contro «Voi, il popolo del paese, avete commesso [ed egli provò disgusto per loro e disse a voi: y] erediterete il loro la’n’». (11Q2)

Lev 18,28 «vomitare» contro «afflitto»

Lev 19:2 «Voi siete santi» contro «Siate santi»

Lev 19:36 «dalle orecchie dei giusti, pietre di giustizia» (MT, Settanta, Pentateuco samaritano) contro «pietre di giustizia» 4Q26a

Lev 22:9 «colpa per ciò e morire in esso» contro «colpa e morire nel santuario» (Vulgata)

Lev 22:22 «O una verruca, o un eczema, o un’eruzione cutanea umida» (MT, Pentateuco samaritano) contro «O un’eruzione cutanea umida, o un eczema, o una verruca» (11Q2)

Lev 26:31 «il vostro santuario» contro «i vostri santuari» (Pentateuco samaritano) (The Anchor Bible Dictionary, vol. 5)

Bibliografia relativa a questa domanda: la traduzione ebraica è tratta dalla «Literal Translation» di Jay P. Green, mentre la versione della Settanta proviene dalla traduzione di Sir Lancelot C.L. Brenton di «The Septuagint: Greek and English». Sono stati utilizzati anche «The Expositor’s Bible Commentary», «The Anchor Bible Dictionary», vol. 5, e le note a piè di pagina delle Bibbie NASB, NIV, NKJV e NRSV.